Sul decreto sicurezza bis

Non è sicuramente compito dell’Azione Cattolica fare politica in senso stretto, schierarsi con l’uno o l’altro partito o entrare a gamba tesa nel democratico dibattito parlamentare o nelle scelte di un governo in carica. È però compito dell’AC così come di ogni laico cristiano, promuovere il dialogo ed il confronto politico, esprimere le proprie opinioni rispetto alle scelte ai decreti ed alle leggi emanate facendosi guidare in primis da quelli che sono i cardini ed i valori dell’annuncio evangelico, primi tra tutti quelli non negoziabili del rispetto della vita e della salvaguardia della dignità di ogni essere umano. Nel dibattito parlamentare è sacrosanto, e ne siamo sostenitori, il tenere conto di tutte le posizioni e sensibilità rappresentate, cercando di promulgare leggi e provvedimenti in grado di intercettare i bisogni e le posizioni di una intera nazione. Siamo consci del fatto che nessuna legge è e potrà mai essere perfetta e sempre andrà rinegoziata, modificata o abrogata a seconda del tempo dei cambiamenti sociali e culturali e delle necessità che l’uomo si troverà ad abitare. Sul recente “Decreto sicurezza bis” non possiamo però tacere che, al di là di una rispettabile volontà embrionale di salvaguardare la sicurezza dell’Italia e dei suoi abitanti e gestire il fenomeno migratorio, ci si scagli nuovamente contro i deboli e gli ultimi. Su questo i margini di dibattito e negoziazione si riducono quasi a zero perché nessuna legge può impedire di non accogliere persone in evidente stato di bisogno raccolte in mare da qualunque tipologia di imbarcazione.  La questione non può essere se quella o l’altra nave siano o no autorizzate a fare o non fare ciò che fanno. È chiaro che il fenomeno migratorio vada affrontato e affrontato seriamente in termini sistemici e globali e che lo stato italiano non può essere lasciato solo. Ma forse prima di discutere su chi o perché debba accogliere ci si dovrebbe interrogare sulle cause di tali migrazioni, cause che in parte i paesi occidentali, Italia compresa, hanno contribuito a creare. Auspichiamo per tanto un repentino cambio di rotta e un ripensamento perché nessuna legge che neghi i diritti fondamentali dell’uomo potrà mai essere giusta.

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